7 Novembre 2008
Marketing attraverso i Social Media
Con il boom degli strumenti 2.0 e dei social network, tra i quali primeggia Facebook, molte aziende e esperti di marketing riflettono su come poter utilizzare queste nuove opportunità della Rete a fini commerciali.
Entrambi, soprattutto in alcuni settori, hanno dato buoni frutti per quanto riguarda la nascita di brand community, il rafforzarsi di relazioni tra produttore e consumatore, la fidelizzazione e i valori associati a quel determinato prodotto, ma sul loro ruolo nell’incrementare il ROI di un’azienda tramite la vendita di prodotti c’è da discutere.
Che un giro nella “vita degli altri” si possa trasformare in un’esperienza d’acquisto lascia forti perplessità. Facebook non è certo un’e-commerce e chi lo frequenta in quel momento è alla ricerca di qualcosa che vada oltre il prodotto, ma parli di contenuti, valori, legami.
E poi è certo che il ROI in questo caso sia rappresentato da qualcos’altro, non vendite, ma brand awareness nel lungo termine. Cercare di quantificarlo secondo il mercato tradizionale sarebbe come voler associare un valore in denaro alle relazioni sociali che si istaurano tra le persone, ai loro gusti, interessi e peculiarità.
I social network sono “chiacchiere”, amici, conoscenti, ma anche perfetti sconosciuti con qualcosa in comune che si ritrovano a scambiarsi opinioni, parerei, foto, “pezzi di vita” reale o virtuale.
E allora cosa deve cercare di fare l’azienda che vuole sfruttarli?
Partecipare alla conversazione, far parlare di argomenti che in qualche modo possono rappresentare i suoi prodotti, la sua filosofia mirando alle impression, alla conoscenza di marca, al cambiamento del comportamento in caso si voglia puntare su relazioni di fedeltà con il proprio target, forme comunitarie attorno al brand. L’aumento del ROI sarà una conseguenza di cosa si è riuscito ad ottenere dalla conversazione, ma non deriverà direttamente dalla partecipazione ai social media.
Il consiglio finale è utilizzare social media marketing, strategie SEM e PPC in sinergia, avendo l’obiettivo di dire qualcosa in più, creare valore, prima di pensare a “guadagnare”.
Stiamo attenti, però, ricordiamoci che le “relazioni” come nella vita reale non s’impongono dall’alto, si muovono dal basso. Nascono dall’interesse di comunicare, di farsi sentire, basta vedere quello che sta succedendo in rete contro la Legge 133 in cui studenti, precari e manifestanti utilizzano Facebook per associarsi, fare numero, discutere e coordinarsi.
…E voi che ne pensate?

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