17 Ottobre 2008

Crisi economiche in tutto il mondo… e la pubblicità si fa sempre più on-line

pubblicità  on line

Gli ultimi rapporti parlano chiaro: Internet sta diventando il medium più scelto per la pubblicità della propria attività .

A confermarlo è l’Internet AD Barometer dell’Eiaa, l’European Interactive Advertising Association, il quale sostiene che l’81% degli intervistati ha incrementato il budget di investimento in advertising on-line e ha tutta l’intenzione di continuare su questa strada. Chi ne risente sono i mezzi tradizionali come il quotidiano e la televisione che perdono il loro dominio.

Si considera la Rete mezzo privilegiato nel generare vendite, capace di aumentare la fedeltà dei clienti e influenzarne l’acquisto.

È opinione sempre più diffusa e condivisa che il Web ha avuto un ottimo impatto sulla conoscenza del brand come indicano le nuove teorie economiche sul marketing tribale e l’importanza delle community in una società dove l’individuo, ottenuta la sua libertà come tale, a oggi voglia di “legami”, reali o virtuali che siano.

Se prima, poi, a promuoversi grazie al web marketing potevano essere le piccole aziende con i loro esigui budget, ora la Rete è sempre più occupata dai grandi colossi e, di conseguenza, i loro notevoli investimenti. Se è vero che Internet rimane il mezzo più economico per la pubblicità , è pur vero che la concorrenza si è fatta molto più agguerrita in tempi brevissimi ed oggi è sicuramente più costoso di ieri arrivare tra i primi posti delle principali serp.

Detto questo, a quanto pare, si prospetta, comunque, una crescita elevata del medium on-line e non c’è da stupirsi, in un momento di crisi del mercato mondiale, che si privilegi la via ritenuta migliore nel rapporto costo/benefici.

Mettiamoci, inoltre, che si va verso prodotti in Rete sempre più in grado di incamerare dati sulle nostre navigazioni, un vero e proprio monitoraggio delle nostre abitudini. Colossi privati che sanno cosa cerchiamo sul Web. E il nuovo Google Chrome sembra proprio che questa capacità l’avrà . Così avremo un attore economico importante che detiene il controllo del mercato della pubblicità on-line e che ora ha tutti gli strumenti per sapere le abitudini del suo target di riferimento.

Vogliamo, con queste premesse, non riuscire a pianificare un’efficace campagna promozionale?

Eppure girando tra i vari blog, la maggior parte degli utenti sembra affermare che navigando s’impara a ignorare le pubblicità e i banner presenti su un sito, mentre magari se stiamo guardando un film in TV la pubblicità ci attrae. In poche parole, Internet sarebbe meno“aggressivo” degli altri mezzi.

Più che di potenza di penetrazione, parlerei di differenza nel modo di fare pubblicità : non più promozione destinata ad una massa uniforme, ma forte segmentazione del target ad un costo molto basso. Marketing mirato, quindi, destinato ad un pubblico esperto: meno accattivante per qualcuno, ma forse semplicemente perché non destinato ad esserne colpito.

Io credo che gli investimenti pubblicitari on-line aumenteranno sia per i costi ancora contenuti sia perché Internet permette, rispetto ai mezzi tradizionali, attraverso l’utilizzo degli strumenti on-line, l’analisi precisa del ritorno sull’investimento e in tempi ridotti. Altro bel risparmio per l’aziende coinvolte.

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