22 Ottobre 2008
La tendenza?! Pagare per un click!
Ricerche riportate da CNET News affermano che molte aziende che operano nella Rete preferiscono investire in link sponsorizzati, campagne pay per click, rispetto al tradizionale posizionamento tra i link organici, al lato sinistro di ogni serp.
Eppure fino a poco tempo fa, i dati del settore parlavano di una tendenza esattamente opposta da parte degli utenti più portati a cliccare a sinistra che a scegliere il click a pagamento, a destra.
Ed è qui che si arriva al paradosso come riporta Tagliablog: il link organico continua a prevalere sul PPC, ma l’aziende investono maggiormente in campagne sponsorizzate che in campagne SEO.
Il pay per click è un sistema che garantisce un’immediata visibilità del link al sito che volete promuovere grazie ad un budget giornaliero che spenderete pagando una cifra prefissata per ogni singola visita ricevuta (click, appunto).
È un’attività pubblicitaria che ha il vantaggio di farvi spendere solo se il vostro target si dimostra interessato e sceglie l’annuncio che avete inserito.
Lo sforzo è minimo, gli investimenti necessari direttamente proporzionali con la competitività della parola pubblicizzata, ma non è certo una politica in grado di lasciare il segno nel tempo: finito il budget o si mettono a disposizione nuovi finanziamenti o perdiamo definitivamente il link sponsorizzato. Tra l’altro è statisticamente dimostrato che, nel lungo periodo, la sola campagna PPC può essere di gran lunga più costosa che non una normale attività di indicizzazione che mira al posizionamento naturale.
Gli esperti consigliano, in generale, il pay per click in fase di start-up, specie quando siamo in presenza di un nuovo sito totalmente sconosciuto. Diamo, infatti, attraverso di lui un’iniziale visibilità che può portare alle prime visite e, quindi, ai primi potenziali clienti.
E allora come si spiega il fenomeno dell’incremento dell’investimento in campagne sponsorizzate?
Un posizionamento organico ha bisogno di molto più tempo per produrre risultati, mentre con un PPC in pochi minuti si può essere su Google o Yahoo. Investire in una buona politica SEO, inoltre, significa investire una somma considerevole in una persona non improvvisata, sempre aggiornata e che, quindi, sappia fare il suo lavoro con dedizione. Non qualcuno che prometta mari e monti in breve tempo, ma un professionista del settore che si adoperi alla vostra causa rendendo il sito accessibile ai motori di ricerca, realizzando una struttura ottimizzata, dei buoni contenuti, una crescita costante e coerente della link popularity attraverso il pieno rispetto delle linee guida dei motori.
Ciò che potrebbe spaventare chi ha da investire può essere questa necessità di aggiornamento per un efficace posizionamento dovuta ai miglioramenti apportati agli algoritmi dai motori di ricerca, l’impegno costante e continuo necessario per mantenere alta la visibilità del sito e distinguerlo dai competitors.
Sarà colpa del mercato frenetico che mira ai facili e rapidi guadagni, con gli attori economici che vanno e vengono alla velocità della luce, sarà che si ha la percezione di Internet come qualcosa di talmente mutevole che è più facile pensare di investire per avere risultati ora che pensare a domani.
Ma certo che, secondo me, l’immagine di una azienda con una buona politica SEO ne guadagna: i navigatori giudicano più credibili i siti che si trovano nei motori di ricerca grazie al posizionamento organico, quasi certi che essi avranno contenuti informativi in grado di soddisfare la propria necessità di informazione visto che sono lì ad occupare le prime posizioni senza aver pagato, ma per loro “merito”.

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